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da "LA RIVISTA" mag-giu 2003
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VA SENTIERO
Il grande
Lago Effimero
di Teresio Valsesia
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A Macugnaga la
natura dà spettacolo
sul Monte Rosa e il ghiacciaio che avanza.
C'è
un ghiacciaio che avanza vistosamente. È l'unico sulle Alpi, in netta
controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri sulla Terra.
È il ghiacciaio del Belvedere, a circa 2100 metri di quota, alla base della
parete Est del Monte Rosa, sopra Macugnaga.
Sculture effimere sul ghiacciaio
del Belvedere sopra Macugnaga
Il fenomeno viene indicato scientificamente con il termine inglese di
"surge", che sta per "ondata di piena".
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In
passato l'avanzamento era mediamente di 30 metri annui. Ora "corre" a circa 100
metri.
Veduta dall'alto del Lago Effimero trattenuto da una barriera
di seracchi.
Movimenti così rapidi sono stati rilevati soltanto nei gruppi montuosi più
alti del globo e il primo a studiarli fu Ardito Desio, all'inizio degli anni
Cinquanta, nel Karakorum.
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Nel
bel mezzo del ghiacciaio del Belvedere, all'inizio dell'estate 2002, è nato un
lago dalle dimensioni eccezionali: una superficie di 160 mila metri quadrati, un
volume di oltre 3 milioni di metri cubi, una profondità di 57 metri. Questo
l'incredibile tabellino del Lago Effimero, il più grande apparso sulle Alpi a
memoria d'uomo.
Una veduta degli enormi seracchi
formatisi nel 2002 per l'avanzata del ghiacciaio nei pressi del Belvedere.
Probabilmente si riformerà anche la prossima estate, ma le sue
dimensioni dipenderanno sia dalle condizioni climatiche della primavera, sia
dallo spessore dell'innevamento sulla grande parete che lo sovrasta, la Est del
Rosa che è la più alta e la più larga delle Alpi.
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La
dinamica del ghiacciaio e la nascita del Lago Effimero sono strettamente
correlate.
Ancora una visione dei seracchi nei pressi del Belvedere.
Nella sua accelerazione la massa di ghiaccio ha lasciato alle spalle un'ampia
depressione che è stata colmata dal bacino naturale. |
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E
l'avanzata del ghiacciaio è dovuta a diversi fattori fra cui la spinta prodotta
da un'enorme frana (che incide come una prodonda ferita la parete del Rosa) e le
abbondanti nevicate del trentennio '60-'90, periodo in cui il volume è cresciuto
di 22 milioni di metri cubi. Veduta
del ghiacciaio sotto la Est
del Monte Rosa, dal passo del Moro. Ora questo "surplus" è arrivato
nell'area del Belvedere. Enormi seracchi sovrastano l'arrivo della seggiovia che
sale dalla frazione Pecetto. L'itinerario che conduce al rifugio Zamboni-Zappa
(2070 m), in prossimità del Lago Effimero, è stato costantemente modificato per
superare le bizze del ghiacciaio.
Tuttavia è percorribile senza alcuna difficoltà, come il vicino "sentiero
naturalistico" che attraversa una parte della testata della valle di Macugnaga,
chiusa alla caccia da oltre trent'anni (per volontà degli stessi cacciatori
locali), e diventato quindi un paradiso di libertà per stambecchi, camosci e
marmotte. |
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La natura dà spettacolo.
L'interesse
scientifico del ghiacciaio e del suo lago è notevole: lo confermano gli esperti
che arrivano da tutta Europa.
Il ghiacciaio in alcuni punti è debordato sulle vecchie morene
del 1860. Ma i glaciologi aggiungono che il fenomeno è destinato a
esaurirsi nell'arco di pochi anni. |
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Il contenuto di questa pagina è tratto dal
numero di maggio-giugno 2003 de "LA RIVISTA del Club Alpino Italiano" e
viene
pubblicato per gentile concessione del Club Alpino Italiano.
Riferimento:
www.cai.it |
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