Sulle
Alpi c'è un ghiacciaio in controtendenza. Non si assottiglia come tutti gli
altri, ma cresce. Vistosamente. E dà spettacolo. Uno scenario grandioso che
attesta la potenza della natura. È il ghiacciaio del Belvedere, ai piedi della
grande parete Est del Monte Rosa di Macugnaga.
Pochi minuti a piedi dall'arrivo della seggiovia del Belvedere, ed ecco un
enorme muraglione di ghiaccio che aumenta lentamente e tenta di debordare oltre
la morena che lo contiene da secoli.
Nelle tre foto: i seracchi della
lingua del ghiacciaio del Belvedere sporgono vistosamente sopra il filo della
morena.
Lo sbarramento è mutevole. Crolli e scricchiolii attestano la lenta avanzata
della massa glaciale mista ai massi che vengono trasportati a valle. La lingua
si alza e si allunga senza soluzione.
Il fenomeno dura da qualche anno, ma si è intensificato nella primavera del
2001 quando, improvvisamente, sopra il rifugio Zamboni-Zappa è apparsa una
muraglia di ghiaccio lunga
oltre un chilometro e alta alcune decine di metri. Contemporaneamente, in fondo
al canalone Marinelli si è formato un laghetto che durante l'estate si è
squagliato riapparendo però in autunno. Anche durante lo scorso inverno la
crescita è continuata. Da oltre un anno il movimento (che per ora non crea alcun
pericolo per il paese e per gli impianti della seggiovia) è tenuto sotto
controllo dai servizi geologici del Comune di Macugnaga e della Regione
Piemonte, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Comitato glaciologico
italiano di Torino.
Sopralluoghi e monitoraggi hanno interessato anche alcune università italiane
e svizzere. Ora è in corso uno studio specifico e un programma di rilevamenti
per evitare brutte sorprese. La spiegazione del brusco innalzamento non va
ricercata in un particolare microclima della zona. La causa principale è dovuta
a una serie di frane che si staccano dalla zona
centrale
della parete Est del Rosa a causa della progressiva scomparsa delle corazze
glaciali. Il materiale scaricato finisce sul grande ghiacciaio alla base della
parete. Anche questo è uno spettacolo grandioso della natura.
La prima parte del sentiero che sale alla capanna Marinelli è diventata
impraticabile. Non si esclude nemmeno di dover modificare l'itinerario normale
che dal Belvedere conduce al rifugio Zamboni-Zappa. Il collegamento verrà
comunque assicurato ed è in programma anche la creazione di un sentiero
glaciologico che favorisca l'interesse scientifico ed escursionistico. |